The Critical Creative Lab
mahewa nasce da un avatar dell’infanzia creato da Maica Gugolati, immaginando tutte le possibilità che una giovane bambina poteva concepire. Deriva da una parola inventata che si concentra sui suoni delle vocali. Rappresentava una creatura multiculturale, globale e transfrontaliera, capace di creare qualsiasi cosa, ovunque e in qualsiasi momento. Una creatura le cui identità sono composte da molti mondi e lingue. Tutto ciò che una piccola Maica non riusciva a raggiungere, mahewa interveniva e lo realizzava in modo audace e dirompente.
mahewa libera un’entità-identità che crea possibilità. Riflette la realizzazione di coloro che vagano tra i molti mondi che questo pianeta ospita. Si connette alle relazioni e alla creatività combinando realtà diverse. Evoca collaborazioni che spingono oltre i significati dei limiti. mahewa era quella creatura perfetta in tutte le sue imperfezioni; una creatura dotata del senso dell’illimitatezza.
Oggi, mahewa rappresenta questa combinazione di possibilità e interventi, creatività e un processo di apprendimento continuo. Spinge i confini interdisciplinari tra ricerca sociale, audiovisivo e arti.
Al di là del suo significato inventato, si è scoperto che mahewa possiede altre significazioni nel mondo che, curiosamente, accrescono la peculiarità della sua essenza. Nello slang Sheng del Kenya, significa “musica molto forte”, riflettendo la dimensione eccessiva, festosa e ludica della gestione culturale e della produzione creativa nelle comunità; in polinesiano e in Nuova Caledonia, con una grafia leggermente diversa, maeva significa “benvenuto”. Questa condizione poliedrica di molteplici significati associati a un suono fonetico simile si collega alle identità ibride e polivalenti di mahewa, alla sua capacità di adattamento e alla sua metodologia di sperimentazione e creazione.